A dieci anni dalla sua creazione, il gruppo Anna dai capelli corti – composto da giovani donne con alle spalle l’esperienza del tumore al seno – è stato formalizzato in associazione durante lo scorso mese di ottobre.
Il gruppo – il cui nome trae ispirazione dal romanzo Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery – era nato dalla constatazione del senso di solitudine e insicurezza che possono avvertire le pazienti al termine delle cure oncologiche per il fatto che questo coincide per forza di cose con un affievolirsi dell’accompagnamento da parte degli operatori sanitari. Da qui l’idea, appunto, di affrontare insieme questa delicata fase ritrovandosi regolarmente e creando così legami e scambi che aiutino ad uscire dalla solitudine e dalla paura della malattia. «Dall’esterno, una volta concluse le terapie ed eseguiti gli interventi chirurgici, si è pronte a tornare alla vita di prima come se nulla fosse. In realtà si tratta di un momento molto difficile perché si vorrebbe tornare a una vita “normale” ma testa e corpo non sono più come “prima”. La stanchezza, la difficoltà di concentrazione, l’impatto psicologico di un incontro ravvicinato con la morte e il tempo da dedicare alle terapie per superare gli effetti collaterali dei trattamenti devono esser integrati con pazienza nella routine quotidiana; insomma, il tempo a disposizione è lo stesso di sempre ma i “compiti” sono aumentati mentre la forza è diminuita», spiega Milly Lotti, membro di comitato dell’associazione.
Leggi l’articolo di Alessandra Ostini Sutto su Azione
